Fotografo  
 
 
 

 

VARANASI

 

Man mano che la barca si stacca, vediamo apparire la riva in tutta la sua estensione: in alto, in fondo, scintillano le luci, e, controluce, si eleva una specie di città di Dite. (…)

Arriviamo sotto i fuochi: sono questi i roghi dei morti: tre: due alti, come in cima ad una scalinata e, uno più in basso, a pochi metri dal pelo dell’acqua. (…)

Intorno ai roghi vediamo molti indiani coi loro soliti stracci. Nessuno piange, nessuno è triste, nessuno si da fare per attizzare il fuoco: tutti pare aspettino soltanto che il rogo finisca, senza impazienza, senza il minimo sentimento di dolore, o pena, o curiosità. (…)

Non si distingue nulla, solo del legname ben ordinato e legato, in mezzo a cui è stretto il morto: ma tutto è ardente, e le membra non si distinguono dai piccoli tronchi. Non c’è nessun odore, se non quello, delicato, del fuoco. (…)

Così, confortati dal tepore, sogguardiamo più da vicino quei poveri morti che bruciano senza dar fastidio a nessuno. Mai, in nessun posto, in nessun’ora, in nessun atto, del nostro soggiorno indiano, abbiamo provato un così profondo senso di comunione, di tranquillità e, quasi, di gioia.

[Pier Paolo Pasolini, l'odore dell'India ]


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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